la caccia illegale

Fino ai primi anni '90, ogni primavera cadevano sotto i colpi dei fucili migliaia di esemplari di rapaci e cicogne. I bracconieri abbattevano qualsiasi specie capitasse loro a tiro, da quelle relativamente comuni alle più rare.

Lo scopo principale di questa insensata strage di rapaci in migrazione era la conquista del trofeo, che veniva imbalsamato ed esibito a dimostrazione della propria abilità.

bunker

Uno dei tanti bunker in cemento armato costruiti dai bracconieri per l'appostamento ai rapaci e cicogne in migrazione. Questo bunker si trova sul Monte Ciccia (Monti Peloritani), sul versante siciliano dello Stretto di Messina e oggi viene utilizzato solo per le osservazioni.

Addirittura, in alcuni paesi si era diffuso un credo popolare secondo il quale l'uomo che non riusciva ad uccidere almeno un Falco pecchiaiolo durante la stagione primaverile sarebbe stato poi tradito dalla moglie.

Questo tipo di caccia illegale era così diffuso e impunito che i bracconieri avevano costruito, nei migliori punti di passo, innumerevoli appostamenti fissi in cemento, i "bunker", dove nascondersi e attendere i rapaci in avvicinamento. Questi bunker costellano ancora oggi i crinali dei Monti Peloritani.
Fortunatamente, dopo quasi un trentennio di attività di repressione e sensibilizzazione, e grazie alla collaborazione delle Forze dell'Ordine, la caccia illegale ai rapaci ed alle cicogne è fortemente diminuita.

Oggi i bunker non sono ormai più utilizzati, ma alcuni bracconieri continuano a sparare da campagne poco frequentate o direttamente dalle proprie abitazioni.

falco sparato

Nonostante il bracconaggio sia fortemente diminuito, sono molti i rapaci che giungono sullo Stretto di Messina con il piumaggio palesemente danneggiato da colpi di fucile, come nel caso di questo Falco pecchiaiolo.

Nel 1984, primo anno di campo, abbiamo contato 3.198 rapaci e 1185 colpi di fucile diretti contro di essi, con una proporzione di più di uno sparo ogni tre rapaci. Sedici anni dopo, nel 2000 abbiamo contato oltre 34.000 rapaci e gli spari erano scesi a soli 5. Il 2005 è stato il primo anno senza neppure una fucilata, ma negli anni seguenti se ne sono ancora registrate alcune.

Un ulteriore tipo di caccia illegale è quella compiuta, per mezzo di richiami elettronici, ai danni delle quaglie. Questi uccelli, che migrano durante la notte, vengono attirati dal suono emesso dagli altoparlanti e si fermano per sostare nelle vicinanze. All'alba, i bracconieri le possono così abbattere facilmente. Grazie alle attività del Corpo Forestale Regionale ogni anno vengono sequestrate decine di richiami e fermati numerosi bracconieri.


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